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Nell’azione difensiva, l’abile generale sfrutta tutti i vantaggi del terreno, cioè i fattori oggettivi e certi; nell’azione di attacco, piomba sul nemico come un fulmine dal cielo, sfruttando l’imprevedibile (la sorpresa).
Guida Editore, Napoli 2005
Guida Editore, Napoli 2005 La legge quinta introduce il concetto di guerra come razionalità e come sapiente dosaggio di atteggiamento difensivo e di azione offensiva. La crisi di Cuba del 1962 è, da questo punto di vista, esemplare: Krusciov tentò di installare i missili sull’isola, ma Kennedy disponeva di una superiorità missilistico – nucleare di undici a uno, e quindi potè imporre il blocco. Fatti i calcoli, Krusciov cedette, pur non restando a mani vuote: ottenne infatti la garanzia della sopravvivenza del regime di Fidel Castro e il ritiro dalla Turchia di alcuni missili americani, per la verità obsoleti. In diverse altre occasioni, nel corso della guerra fredda, ognuna delle due parti (Stati Uniti e Unione Sovietica), conoscendo la propria forza e, con buona approssimazione, quella dell’avversario (grazie al rispettivo lavoro di intelligence), ha compiuto una serie di mosse sullo scacchiere mondiale, avanzando o ritirandosi.
Bur, Milano 2006 “Chi è abile nella difesa si nasconde nelle più impenetrabili profondità della terra, chi è abile nell’offesa manovra nelle più elevate altitudini del cielo. Così protegge se stesso e ottiene la completa vittoria”. E’ un’intuizione tattica quella che l’autore suggerisce nella quinta legge: per difendersi al meglio, è consigliabile nascondersi nelle profondità della terra sfruttando i rifugi offerti da montagne, fiumi e colline. Per l’attacco, il suggerimento è di procedere a partire dai punti più alti, armonizzandosi il più possibile con i tempi della natura. Dunque, sottolineando l’importanza dell’attenta valutazione dei fattori oggettivi (per l’azione difensiva) e dei punti di debolezza del nemico (per coglierlo di sorpresa nell’attacco), Sun Tzu ripropone il concetto base dell’intera opera: la guerra appartiene al dominio della razionalità.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Il testo standard in questo caso dice: “Coloro che in passato eccellevano nella difensiva sapevano nascondersi sotto le nove terre; coloro che eccellevano nell’attacco sapevano muoversi rapidamente sopra i nove cieli.” Questo passo oscura il messaggio molto più potente sul testo del bambù originale, che mostra invece una difesa non basata sul conflitto. Nella migliore tattica difensiva si esce dalla portata del nemico, diventando inafferrabili e quindi imbattibili. La vittoria non deve essere per forza ottenuta per mezzo della volontà o della devastazione. Il generale completamente vittorioso sa andare oltre il concetto di sconfitta. Viene dunque riproposto il concetto di guerra intesa come terreno della prudenza e della ragione. Se si pensa alle armi nucleari, si può verificare la congruità di questo pensiero di Sun Tzu. Di fatto, con queste armi si sono già combattute diverse guerre: ma solo sulla carta, a tavolino, nella mente dei protagonisti, e tuttavia con visibili effetti pratici.
Ubaldini, Roma 1990 Ecco il commento di Du Mu, poeta cinese e accademico vissuto all’inizio del XI secolo: “in difesa, zittisci la tua voce e cancella le tue tracce celato come uno spirito o un genio della terra, invisibile a chiunque. In attacco, il tuo arrivo sia improvviso e il tuo grido spaventevole, fulmineo come il lampo e il tuono, come se calasse dal cielo. Impossibile in questo caso sarà premunirsi”. Dunque, difendersi significa mantenersi nascosto finché non si veda alcuna reale possibilità di attacco, sprofondati nell’immobilità e nel recondito silenzio, celato al nemico. Attaccare significa invece vedere un vantaggio a cui puntare. Attaccando, occorre essere estremamente rapidi e approfittare della sorpresa, facendo attenzione che il nemico non scopra le proprie mosse e rimanga perciò impreparato.

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