Advertisement
   

Per uccidere il nemico bisogna essere pieni di rabbia. Per sottrarre i beni al nemico bisogna essere mossi dai vantaggi che ne derivano.
Oscar Mondatori, Milano 2003
Oscar Mondatori, Milano 2003 Con la giusta motivazione, è facile indurre le proprie truppe a uccidere o a catturare i nemici. Ma l’economia della battaglia dà valore al buon uso della vita e delle risorse materiali: togliere il sostentamento al nemico ci avvicina più rapidamente alla vittoria. Il concetto del “vantaggio” testimonia ancora una volta lo stretto rapporto tra strategia e fattori economici: il generale, oltre che essere uno stratega, deve essere un abile amministratore delle proprie risorse. Organizzare un’armata richiede infatti spese enormi, inevitabili se si vuole dare battaglia. Il condottiero deve dunque occuparsi di economia nel senso più ampio, il che include il complesso equilibrio di forze che riguarda ogni aspetto dello Stato, compresa la vita sociale e morale.
Bur, Milano 2006 Il vantaggio economico è senza dubbio l’aspetto fondamentale in un’economia di guerra. Le risorse iniziali necessarie per portare un esercito in guerra sono molteplici, le spese relative molto ingenti, e l’eventuale prolungamento della campagna militare le amplifica ancora di più. Soprattutto in questo caso, le risorse scarse creeranno una certa vulnerabilità. Per ottenere il vantaggio e la vittoria, viene nuovamente espressa l’esigenza della rapidità dell’azione bellica: se la vittoria non è conseguibile rapidamente, è una follia impegnarsi in azioni militari. L’uso convenzionale della forza richiede uno sforzo meditato, che potrà abbattere il nemico, ma che smorzerà anche la nostra capacità di penetrazione: si tratta del prolungamento, in cui si scambia erroneamente l’intensità del proprio sforzo con il sentiero che porta alla vittoria. Agire precipitosamente in battaglia può portare a qualche errore, ma è difficile che impegnarsi in lunghe azioni militari ci porti dei vantaggi.
Guida Editore, Napoli 2005 In vista della battaglia, i soldati devono essere incitati all’odio e bisogna promettere loro che trarranno vantaggio dalla sconfitta del nemico e che riceveranno una ricompensa dal bottino. Sun Tzu raccomanda di eccitare l’animo dei soldati in partenza, facendo balenare loro la prospettiva di ricchi bottini e promettendo premi a coloro che per primi avessero catturato carri o altre cose di valore del nemico, nella consapevolezza del fatto che la terra da conquistare è sempre ricca di risorse. Ricordando un episodio storico, fu lo stesso errore che commise Napoleone con l’armata malmessa che gli era stata assegnata per la campagna d’Italia, mentre in Russia si trovò di fronte alla terra bruciata che non consentiva più al suo esercito di approvvigionarsi in territorio nemico. Ne conseguì la disfatta, prima sul luogo della guerra poi all’interno, con l’inevitabile crisi di fiducia che accompagnò il suo potere.
Ubaldini, Roma 1990 La prima parte della legge sottolinea l’importanza dell’incitamento, dello stimolo, necessario in ogni azione strategica destinata al conseguimento del successo. Se non si è sufficientemente spronati, è inutile intraprendere la battaglia, è inutile impegnarsi in una sfida. Zhang You, un autore cinese vissuto intorno al 1200, commenta così il testo di Sun Tzu - ”Se inciti gli ufficiali e i soldati all’ardore, abbatteranno i nemici con animosità. Se invece vuoi impossessarti dei beni del nemico, occorre ricompensare gli uomini con una parte del bottino catturato, così che siano invogliati a battersi per fare preda”. - Dunque, un ruolo decisivo è attribuito al premio, alla ricompensa: “laddove ci sono grandi ricompense, ci sono uomini valorosi – prosegue l’autore -. Sapendo di venire largamente ricompensati, i soldati andranno volentieri in battaglia”. Il commentatore conclude con un ammonimento: “distribuisci larghe ricompense, ma non lasciare che le truppe ti scappino di mano nell’eccitazione del saccheggio. Se stabilisci ricompense per tutti, non avrai di che mantenerle; offri perciò un’unica ricompensa che sia di stimolo generale.”

Pubblicazione a cura del Servizio Marketing di IdroLAB S.r.l. - Via Dell'Arrigoni, 220 - 47023 Cesena (FC) - P.IVA 03210620963 Tel. +39 0547 61.37.80 - Fax. +39 0547 36.77.47 - E-mail: suntzu@idrolab.net. Le pubblicazioni sono state autorizzate dalle rispettive Case Editrici. Le sintesi dei commenti riportati nelle varie edizioni sono a cura della nostra redazione.