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In linea di massima, nel tentativo di studiare l’armata e di studiare il nemico, si devono seguire certe indicazioni.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 La prima legge anticipa quello che sarà il filo conduttore di tutto il nono capitolo: l’importanza che Sun Tzu attribuisce all’attenta disposizione della propria armata da parte del condottiero e allo studio delle mosse e dei comportamenti del nemico. In quest’ultimo caso, l’autore parte dalla convinzione di base che l’avversario offre in continuazione segni evidenti della propria presenza e delle sue intenzioni a uno stratega che sia al tempo stesso un abile osservatore. Per questo motivo, ogni comportamento del nemico dovrà essere opportunamente vagliato e interpretato. Tra i segnali più evidenti, i movimenti dell’armata sono quelli che rivelano in modo inequivocabile le reali intenzioni dei comandanti, permettendo di comprendere se stiano elaborando un piano o un tranello, se siano condizionati da una scadenza o, più semplicemente, se siano tesi o in difficoltà.
Guida Editore, Napoli 2005 Questo capitolo, dedicato al movimento delle truppe, fornisce una sistemazione di precetti già largamente noti agli uomini d’arme dei tempi di Sun Tzu. Rispetto ad altri scritti, in quest’opera se ne può tuttavia gustare una sorta di freschezza originaria, e si può avvertire come i precetti e gli stratagemmi suggeriti non si riducano a mere constatazioni ma nascano sistematicamente dal connubio tra esperienza e riflessione. La contaminazione tra aspetti pratici ed elementi di tipo sociale o psicologico, tra consigli dettati dall’esperienza quotidiana e considerazioni derivate dal comportamento umano, caratterizzerà le leggi successive, mostrandosi come costante dell’intero capitolo.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Sun Tzu disse: “In breve, per acquartierare l’esercito in buona posizione e studiare il nemico, occorre seguire indicazioni precise”. Disporre l’esercito e studiare il nemico: di volta in volta, con diversi livelli di approfondimento, il nono capitolo affronta uno di questi due argomenti. “Acquartierare” l’esercito significa, in primo luogo, trovare luoghi che possano rafforzare la propria posizione. D’altra parte, lo “studio del nemico” insegna a conoscere le condizioni in cui si trova il nostro avversario attraverso l’esame del mondo fenomenico, ovvero della realtà concreta in cui si opera. Non a caso, “studiare” è il verbo utilizzato dalla fisiognomica tradizionale nel tentativo di raggiungere l’obiettivo che tale disciplina si propone: leggere il carattere di un determinato individuo esaminando i tratti del suo volto.
Ubaldini, Roma 1990 Il nono capitolo tratta le manovre dell’esercito, mantenendo il costante riferimento ai tre aspetti cardine dell’arte della guerra: l’ambito bellico, quello sociale e quello psicologico. Come vedremo approfonditamente nelle leggi successive, verranno raccomandati i vantaggi pratici prodotti dall’assumere alcune posizioni: su terreni elevati, a monte di un corso d’acqua, sul lato esposto al sole di un declivio, o in prossimità di luoghi ricchi di risorse naturali. Senza mai dimenticare l’importanza del peso numerico e del vantaggio materiale, Sun Tzu non mancherà comunque di dare grande risalto ai fattori sociali e psicologici, il cui sapiente utilizzo è in grado di ribaltare forze quantitativamente superiori.

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