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Chi è pronto a morire può venire ucciso, chi è deciso a vivere può essere catturato, chi è facile all’ira può essere provocato, chi tiene all’onore può essere infamato, chi ama gli uomini può essere messo in difficoltà. Questi sono i cinque tratti pericolosi di un generale.
Ubaldini, Roma 1990
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Ubaldini, Roma 1990 “Chi è coraggioso ma irriflessivo, si ostina a lottare fino alla morte; non si dà per vinto e cade così nelle trappole”. Cao Cao inaugura così i commenti sull’ottava legge. Meng Shi, autore vissuto intorno al V secolo d.C., prosegue osservando che “il cuore di un generale pavido e debole, preoccupato soltanto di ritornare vivo, non è realmente sul campo di battaglia e non trasmette entusiasmo agli uomini. Ufficiali e soldati saranno esitanti, vulnerabili e facili da catturare.” Cao Cao conclude quindi in questo modo le riflessioni sulla legge: “Chi è irascibile reagisce alle provocazioni; chi tiene all’onore, teme la calunnia e il disonore; chi ama gli uomini accorrerà affannosamente per portare soccorso ai suoi, arrivando in ansia e affannato.”
Bur, Milano 2006 Dice Sun Tzu: “in caso di sconfitta, un comandante può correre cinque tipi di rischi: se è probabile che muoia, può essere ucciso; se è probabile che resti in vita, può essere preso prigioniero, se va facilmente in collera, può essere offeso; se è incorruttibile, può essere oltraggiato; se ama il popolo, può trovarsi in imbarazzo”. A proposito di tale affermazione, secondo alcuni commentatori, il comandante che nutra un amore eccessivo per i suoi uomini, può trovarsi in imbarazzo laddove i suoi nemici li facciano prigionieri, ed egli, per salvarli, si esponga a vari rischi. Secondo altre chiavi di lettura, il comandante che nutra certi sentimenti protegge eccessivamente i suoi uomini, e si astiene dall’esporli, mettendosi così in pericolo”.
Guida Editore, Napoli 2005 Afferma Sun Tzu: “Un generale può cadere in cinque pericolosi errori, che sono: l’avventatezza, che conduce al disastro; la codardia, che conduce alla cattura dell’armata; il temperamento irascibile, che può essere esasperato dalle provocazioni; un eccessivo senso dell’onore, che cede a un eccesso di scrupolo; un eccesso di sollecitudine per gli uomini, che lo espone alla preoccupazione e all’ansia”. Secondo l’autore, il primo passo per la vittoria è quello di non commettere errori. Di qui l’elenco dei cinque errori fondamentali in cui può cadere un comandante, che lo portano a combattere o nel luogo sbagliato o nel momento sbagliato o in condizioni sfavorevoli. Dallo sfruttamento di questi errori scaturisce la vittoria dell’altro. Ovvero: conosci te stesso e conosci il tuo nemico. Per questo motivo, il saggio comandante di Sun Tzu è sicuramente un uomo che ha sempre un’alta considerazione di se stesso, ma che è anche in grado di proteggersi dalla presunzione.
Oscar Mondadori, Milano 2003 “Il generale corre cinque tipi di pericolo: risoluto a morire, può essere ucciso, risoluto a vivere, può essere catturato, incline alla rabbia, può essere provocato. Puro e onesto, può essere oggetto d’infamia, mentre l’amore per i suoi uomini lo rende ansioso. Sono questi i cinque eccessi del generale, un pericolo nelle operazioni militari. Per rovinare un esercito e uccidere il suo generale, bisogna usare i cinque pericoli. Non si può fare a meno di studiarli attentamente” Disposto a morire per la sua causa, puro e onesto, amante della gente: persino le virtù possono diventare punti deboli quando sono portate agli estremi. Se il generale ha delle fissazioni, queste diventano un facile mezzo per rivoltare la sua energia contro di lui: sarà sufficiente metterlo in una situazione in cui le sue inclinazioni s’intensificano e lo si vincerà.

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