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Sul terreno accidentato non cercate rifugio; a un crocevia raccoglietevi per negoziare; se il terreno è chiuso, interrotto o circondato da montagne, non fermatevi; se il terreno è circolare elaborate un piano; se il terreno è mortifero date battaglia.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 La seconda legge elenca i primi cinque dei nove fattori che variano a seconda delle circostanze. Viene qui ribadito un concetto già espresso da Sun Tzu: l’importanza degli elementi naturali, in questo caso rappresentati dal “terreno”, e la loro stretta corrispondenza con i comportamenti umani. E’ eloquente, a proposito, quanto l’autore aveva in precedenza affermato sul terreno. Ricordiamo alcuni passi: “Il primo degli elementi fondamentali è il Tao; il secondo è il clima; il terzo è il TERRENO; il quarto è il comando; il quinto è la dottrina”. “Col termine TERRENO intendo le distanza, e se il territorio da percorrere è agevolo o arduo, se è ampio o ristretto, e le eventualità di sopravvivenza o di morte che offre.” “Come la conformazione del TERRENO determina il corso del fiume, così il nemico determina la vittoria”. “Utilizza guide esperte dei luoghi, per usufruire dei vantaggi offerti dal TERRENO”.
Guida Editore, Napoli 2005 “Quando è in un paese ostile, il generale non pone l’accampamento, non si ferma. In un paese dove grandi strade si incrociano, si congiunge con gli alleati. Non indugia in luoghi pericolosamente isolati. Se accerchiato, infine, deve uscirne con uno stratagemma, ma se si trova in una posizione disperata deve combattere”. La legge sottolinea uno degli elementi emergenti del capitolo. Ci riferiamo al ruolo centrale del comandante, declinato in due aspetti principali: gli errori che egli deve evitare in quanto uomo, cioè riconducibili in primo luogo al suo carattere, e in quanto comandante. Già da questa legge si capisce che Sun Tzu è interessato alla professionalità del comandante, non disgiunta da considerazioni sulla sua personalità e dalla consapevolezza di quanto ciò che potremmo definire “comunicazione interpersonale” sia importante nelle organizzazioni finalizzate (gli eserciti come le imprese).
Oscar Mondadori, Milano 2003 Dice Sun Tzu: “In un terreno aperto non ti accampare, in una zona di confine stringi alleanze, in una zona di crocevia non restare, in un terreno chiuso elabora strategie, in un terreno di morte combatti”. Dunque, le condizioni del terreno dettano le azioni da intraprendere: un terreno aperto espone agli attacchi ed è meglio non accamparvisi. Ai confini, che sono sempre instabili, è necessario allearsi con i vicini. L’intenso andirivieni sui terreni frequentati rende vulnerabili da ogni lato, e non è opportuno indugiarvi. I terreni chiusi sono difficili da penetrare o da abbandonare e in questo caso bisogna pianificare le proprie mosse, mentre il terreno della morte non ci lascia scelte. In definitiva, il senso generale della legge è che ogni attività, nella vita come in battaglia, avviene su un certo terreno, per ognuno dei quali esiste una risposta o un comportamento appropriato.
Ubaldini, Roma 1990 Dopo avere ricevuto l’ordine di radunare le truppe dalle autorità civili, il comandante militare evita di accamparsi su un terreno difficile, stabilisce alleanze ai confini, non sceglie un luogo isolato o privo di risorse. In un terreno chiuso elabora strategie, in un terreno di morte, combatte. Così commenta la legge Jia Lin: “Terreno chiuso significa un luogo cinto da tutti i lati da alture, attraverso le quali il nemico può andare o venire facilmente ma che costituiscono un serio ostacolo per te. Trovandoti in una situazione del genere, devi elaborare con grande anticipo piani speciali per impedire al nemico di arrecarti molestia, bilanciando così la situazione svantaggiosa”. Più sinteticamente, Li Quan a proposito osserva: “Porta i soldati in una situazione di morte, e lotteranno spontaneamente”.

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