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In guerra, il generale riceve il comando dal sovrano, raduna l’armata e concentra le forze.
Guida Editore, Napoli 2005
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Guida Editore, Napoli 2005 Le “nove varianti” cui fa riferimento Sun Tzu e che danno il titolo all’ottavo capitolo riguardano il comportamento che deve assumere il generale dopo avere ricevuto il mandato dal suo sovrano, dopo avere riunito gli eserciti e mobilitato le truppe. In particolare, il condottiero
non deve accamparsi su un terreno pericoloso, si riunirà con gli alleati nel punto in cui si incrociano le strade dei rispettivi eserciti e non dovrà rimanere su un territorio isolato. Inoltre, egli stabilirà dei piani strategici per poter muovere l’esercito anche su un terreno dove sarebbe facile accerchiarlo. I nove mutamenti sono completati dai seguenti accorgimenti: ci sono strade che non bisogna seguire, eserciti nemici che non si devono attaccare, città fortificate che non si devono assalire, terreni sui quali non si deve ingaggiare battaglia, terreni per ottenere il controllo dei quali non ci si deve impegnare. Infine, ci sono ordini del sovrano che non devono essere accettati.
Bur, Milano 2006 Sun Tzu disse: “in linea di massima, nell’applicazione di una tattica strategica il comandante riceve ordini dal principe: l’armata è compatta e le moltitudini si concentrano verso l’obiettivo”. Nell’ottavo capitolo vengono tratteggiati “nove mutamenti” (chiu-pien) e “cinque vantaggi”, che verranno di seguito descritti nel dettaglio. I nove mutamenti corrispondono ad altrettante occasioni per le quali la strategia richiede alcune modifiche. Sun Tzu le elenca successivamente, nel corso del capitolo (non cercare rifugio su un terreno accidentato, raccogliersi per negoziare a un crocevia, non fermarsi se il terreno è interrotto, elaborare un piano se il terreno è circolare, e così via). Il fatto che, in certi casi, gli ordini del principe non si debbano accettare, non rientra però nei nove mutamenti.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Sun Tzu disse: “in breve, questo è il metodo per organizzare le operazioni militari: il generale riceve gli ordini dal sovrano, recluta e raduna le truppe”. L’autore apre il capitolo specificando come, in guerra, il generale riceva il comando dal sovrano. Già in precedenza egli aveva affermato che “questo è il metodo per organizzare le operazioni militari: il generale riceve gli ordini dal sovrano, recluta e raduna le truppe, le organizza e le fa accampare. Niente è più difficile dello scontro armato.” La catena del comando, dunque, inizia dal sovrano. Dopo di ché, il generale organizza le forza armate e le porta sul campo. L’affermazione dell’autore per cui nulla sia difficile quanto lo scontro armato deriva dalla constatazione di come, nell’ambito del conflitto, tutto sia costantemente in gioco e rimanga imprevedibile.
Ubaldini, Roma 1990 Le nove varianti inaugurano il capitolo, l’ottavo, dedicato all’adattabilità, già presentata come una delle doti fondamentali che deve possedere l’abile condottiero e come uno dei capisaldi dell’arte della guerra. In Sun Tzu, la capacità di adattarsi dipende da una preventiva e attenta preparazione. “Non contare sul mancato arrivo del nemico, ma fai affidamento sulla capacità di affrontarlo; non contare sul mancato attacco del nemico, ma fai in modo di essere inattaccabile – affermerà in seguito l’autore, che proseguirà sottolineando come “un’azione eccessiva senza solidi fondamenti alla fine lascerà il suo protagonista esaurito, arrecandogli difficoltà e sfortuna. “Come regola generale, il comandante riceve dalle autorità civili l’ordine di radunare le truppe”.

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