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Attraverso l’ordine affrontare il disordine; attraverso il silenzio affrontare il clamore: è questo il metodo per controllare la prontezza mentale.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 Per definire la “prontezza mentale”, l’autore utilizza un termine (“hsin”) che più specificamente caratterizza la mente. Occorre tenere presente che per i cinesi “mente” è sinonimo di “cuore”, dunque il termine veicola entrambe le accezioni. Lo “hsin” è il centro di ogni attività psicosomatica, tanto dei moti emotivi quanto di quelli razionali. Sun-Tzu usa il termine in modo da giustificare il criterio espresso in questa legge, che sorregge le varie applicazioni dello “hsin”: si deve reagire a un comportamento dell’avversario attraverso il suo opposto. Se costui si mostra irrequieto, dobbiamo mantenere la calma; a una situazione tumultuosa reagiamo con il silenzio, e così via. E’ evidente come la sfera di applicazione del suggerimento travalichi ampiamente l’ambito della strategia militare: l’insegnamento generale è quello di provare a volgere una determinata situazione a nostro favore, trasformando in vantaggio ogni svantaggio.
Guida Editore, Napoli 2005 Nella legge precedente Sun Tzu aveva invitato il generale ad esercitare opportunamente il controllo del vigore, a non attaccare un’armata quando lo spirito di questa sia più vivo, in determinati momenti della giornata o in determinate condizioni (quando ad esempio si è troppo lontani o affamati). L’attacco va portato quando lo spirito vacilla, quando le forze dell’avversario scemano. Tale aspetto era stato denominato dall’autore arte di “padroneggiare il vigore” o di “studiare gli stati d’animo”. In questa legge si parla invece di “arte dell’autocontrollo”: “conservando la disciplina e la calma, si può mostrare l’apparenza del disordine vociando confusamente in prossimità del nemico. Sun Tzu non raccomanda completamente né il quietismo né l’aggressività, ma invita a mettere in atto entrambe le modalità di comportamento in modo equilibrato, a seconda dei casi.
Oscar Mondadori, Milano 2003 "Con l’ordine affronta il disordine, con la calma affronta l’irruenza: questa è l’arte di padroneggiare la mente". Il termine cinese usato per "padroneggiare" ha il senso fondamentale di regolare o disporre, e presenta connotazioni legate al governare. Si padroneggiano cuore e mente permanendo nella calma e nell’ordine che sono già presenti al centro del caos e del clamore. L’invito ad affrontare una determinata situazione, un determinato stato d’animo adottando un comportamento opposto è una costante del pensiero taoista ed è più volte espresso nell’Arte della Guerra. Si tratta di completare idealmente lo stato emotivo di una situazione qualsiasi (l’ordine viene bilanciato dal disordine, l’agitazione dalla quiete, eccetera). Anche la mente o la “prontezza mentale” (sinonimo spesso adottato da Sun Tzu) deve essere controllata, per esibire ogni possibile risposta a una determinata circostanza.
Ubaldini, Roma 1990 "Con l’ordine affrontare il disordine, con la calma lo schiamazzo. Questo è padroneggiare il cuore". Così commenta Du Mu: “Raggiunta la mente sostanziale, devi armonizzarla e ordinarla, rendendola calma e stabile, non toccata dagli eventi, non eccitata da prospettive di guadagno. Quando vedi disordine e schiamazzo tra i nemici, attacca”. D’altra parte, Ho Yanxi osserva che “con mente e cuore unificati, un generale saprà guidare abilmente anche milioni di uomini contro l’esercito più feroce. Nel suo petto, guadagno e perdita, vittoria e sconfitta sono mescolati: strategia e decisioni cambiano diecimila volte. Solo con cuore aperto e mente armonizzata saprai adeguarti e contro manovrare senza limite, padroneggiare gli eventi senza errore, affrontare grandi e impreviste difficoltà senza turbamento, governare senza confusione".

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