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Se non conosci le montagne e le foreste, le gole e le vie senza uscita, l’estensione delle paludi e degli acquitrini, non manovrerai bene. Ricorri perciò a guide locali per sfruttare i vantaggi del terreno.
Ubaldini, Roma 1990
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Ubaldini, Roma 1990 Secondo Sun Tzu, in territorio nemico occorre ricorrere a guide locali che indichino al condottiero le strade migliori. Altrimenti, il rischio è quello di trovarsi circondati da fiumi o da montagne, di impantanarsi negli acquitrini o di non trovare pozzi o sorgenti. Dello stesso tenore è il significato di un antico adagio cinese, che ammonisce: “insegui la selvaggina senza una guida: ti perderai nella sterpaglia”. L’autore cinese Zhang Yu, a proposito, ribadisce: “Conosci ogni particolare del terreno e della regione: solo allora potrai manovrare e dare battaglia”. E così il commento di Mei Yaochen: “Si possono catturare o reclutare guide locali, ma la cosa migliore è disporre di esploratori bene addestrati per non dipendere dagli abitanti di una zona specifica”.
Bur, Milano 2006 “Se non conosci le configurazioni delle paludi, dei passi più impervi, delle foreste e delle montagne, non sarai in grado di far muovere l’armata. Inoltre, se non ti avvali di guide locali, non sarai in grado di sfruttare le risorse del terreno”. Dopo avere constatato l’esigenza di conoscere i piani degli altri “attori” coinvolti in varia misura nel conflitto, Sun Tzu prende in esame altri due requisiti necessari per impegnare l’armata in combattimento: la conoscenza del territorio nemico sul quale si svolgerà la battaglia e l’utilizzo di guide locali per potersi muovere agilmente in territorio ostile. Sottolineando l’importanza di un’attenta conoscenza del territorio e dell’eventuale adozione di guide esperte, la settima legge afferma nuovamente l’esigenza di una efficace pianificazione, necessaria per la buona riuscita dell’azione militare.
Guida Editore, Napoli 2005 Il generale non deve far muovere l’armata sino a quando non ha familiare l’aspetto del paese: montagne e foreste, luoghi favorevoli alle imboscate e precipizi, paludi e forme della vegetazione. Tuttavia, il generale sarà incapace di utilizzare i vantaggi naturali senza fare uso di guide locali. La settima legge rappresenta un avvertimento che Sun Tzu rivolge a certi generali, nel tentativo di metterli in guardia contro la loro presunzione: servirsi di guide locali non appena ci si inoltra in un territorio non del tutto conosciuto, in quanto la perfetta conoscenza del terreno delle operazioni è un elemento indispensabile per prendere le decisioni e per intuire quelle del nemico, oltre che per trovare una via d’uscita in caso di necessità. Un monito così chiaro e circostanziato ha fatto presumere a molti studiosi che Sun Tzu avesse avuto, probabilmente in giovane età, esperienza diretta delle operazioni militari.
Oscar Mondadori, Milano 2003 “Chi non conosca i progetti dei signori feudali non è in grado di preparare alleanze in anticipo – aveva in precedenza ammonito Sun Tzu, che successivamente afferma: - Chi non ha familiarità con montagne e foreste, gole e stretti passaggi, con i terreni paludosi e gli acquitrini, non è in grado di far procedere il suo esercito. Chi non si serve delle guide locali non è in grado di ottenere vantaggi dal terreno.” La legge introduce un argomento di fondamentale importanza nel contesto dell’opera, al quale l’autore dedicherà, in seguito, un interno capitolo (il decimo). Ci riferiamo al territorio e alla necessità di conoscerne le principali configurazioni (se è accessibile, insidioso, svantaggioso, angusto, accidentato o esteso). In particolare, più volte nel corso della trattazione, l’autore propone un’analogia tra il termine “terreno” e il concetto di “distanza”: a seconda di quanto il territorio da percorrere sia agevole o arduo, sia ampio o ristretto, le probabilità di sopravvivenza o di morte muteranno.

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