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Se un generale ordina ai suoi uomini di prendere le proprie cose e, a marce forzate, senza soste né di giorno né di notte, coprendo il doppio della distanza normale tutto d’un fiato, fa percorrere loro un centinaio di miglia per strappare un vantaggio, i comandanti di tutte e tre le divisioni cadranno nelle mani del nemico.
Guida Editore, Napoli 2005
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Guida Editore, Napoli 2005 Fino a che punto deve essere spinto l’addestramento? La risposta di Sun Tzu è straordinariamente equilibrata, e probabilmente sottintende una polemica sia contro i generali che partivano per la guerra avendo preparato in maniera insufficiente le truppe, sia contro quelli che le sfiancavano con esercizi massacranti. “ Se si aspetta, per cogliere un vantaggio, di poter disporre di un’armata perfettamente equipaggiata e addestrata, c’è il rischio di arrivare tardi” – aveva in precedenza affermato l’autore. C’è dunque un equilibrio che bisogna rispettare, dettato dalle circostanze (tra cui le iniziative del nemico), che raramente consentono di raggiungere la perfezione. Ma, soprattutto, il rimedio non deve essere peggiore del male, come ad esempio (ed è il caso di questa legge) le marce forzate che decimano l’esercito, facendo confluire sul luogo dello scontro una piccola parte, per di più stanca e poco disciplinata, dell’intera armata.
Bur, Milano 2006 “Attraverso la mera esibizione di misure difensive, e l’esercito lanciato in una corsa affannosa, giorno e notte senza sosta, al doppio dell’andatura usuale, combattendo per un profitto situato a un centinaio di lì di distanza, si consentirà al nemico di catturare i comandanti delle tre unità d’armata. Gli uomini forti arriveranno per primi, quelli stanchi per ultimi. Seguendo questa tattica, soltanto un decimo delle truppe arriverà sul campo di battaglia.” La legge evidenzia gli effetti negativi di un eccesso di zelo nella fase che precede l’azione militare e, in particolare, nella fase di avvicinamento al luogo dove si svolgerà la battaglia. In termini generali, Sun Tzu consiglia di conservare le energie per i momenti importanti, di non spendere tutte le forze nella fase preparatoria dell’azione strategica. Un invito, dunque, alla prudenza, a un equilibrato dosaggio tra la previsione, da una parte, e l’azione, dall’altra.
Oscar Mondadori, Milano 2003 “Se si procede con l’equipaggiamento essenziale, affrettandosi a prendere una posizione vantaggiosa, marciando continuamente giorno e notte, senza accamparsi, al doppio del passo normale, per raggiungere un vantaggio che sta molto più avanti, il comandante delle armate sarà catturato. Prima arriveranno gli uomini più forti, poi i più deboli e solo un decimo dell’esercito arriverà a destinazione. Nel contendersi il vantaggio, con una marcia forzata e prolungata, il comandante dell’avanguardia cadrà, e solo la metà delle truppe arriverà alla meta”. L’importanza di un adeguato equipaggiamento e addestramento è sottolineata anche in questa legge, con la quale Sun Tzu mette in guardia contro gli esiti disastrosi di un’azione frettolosa. In particolare, l’invito preciso che viene fatto è quello di risparmiare le energie, di non consumarle tutte nella marcia o nella fase preparatoria, ma di conservarne una quantità sufficiente per il momento decisivo, quello della battaglia.
Ubaldini, Roma 1990 La quinta legge è la naturale prosecuzione delle precedenti: Sun Tzu invita a riflettere sull’importanza dell'equilibrio tra un'attenta preparazione e un efficace addestramento, da un lato, e un misurato dispendio delle forze e delle energie, dall’altro. Come già in precedenza accennato, l’autore è convinto di come “una marcia assidua, prolungata, effettuata proseguendo giorno e notte al doppio del passo normale, cercando di raggiungere un obiettivo che risiede troppo lontano” non possa procurare altro che dannose conseguenze: la decimazione delle truppe, la cattura dei generali, la sconfitta in battaglia. Al tempo stesso, arrivare sul campo di battaglia, seppure in tempi brevi, stremati in seguito a “un lungo cammino”, avvantaggerà inevitabilmente il nemico, che si troverà di fronte un esercito visibilmente indebolito, e che avrà tempo e modo di prepararsi adeguatamente all’attacco.

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