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Riuscendo a stanare il nemico, si scoprono le ragioni della sua attività o della sua inattività, costringendolo a rivelare se stesso, si mettono a nudo i suoi punti deboli.
Guida Editore, Napoli 2005
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Guida Editore, Napoli 2005 L’autore stimola l’abile condottiero nel mettere in atto due fondamentali precetti: da una parte adeguarsi costantemente alla natura del nemico, dall’altra mantenere segrete le proprie azioni in modo da indurre il nemico a svelare le proprie. Dovremo essere in grado di cambiare strategia, se il nemico mostra di averne intuito le basi; o se invece, più semplicemente, essa non produce i frutti che vorremmo. Lo scopo di Sun Tzu è quello di diventare invincibili: questa è la vera strategia. Quando poi si è costretti a incontrare un nemico sul campo di battaglia, bisogna cercare di stanarlo e sconfiggerlo con il massimo della cautela e la maggiore fiducia in sé stessi.
Bur, Milano 2006 La legge rappresenta l’ennesimo invito di Sun Tzu a non rivelare i propri piani, a provocare il nemico in modo che sia egli stesso a rivelarsi e a svelare le sue debolezze. È un altro insegnamento la cui portata travalica l’ambito della strategia militare.
Si richiede, soprattutto, una certa flessibilità. “Il terreno della vita e della morte è il campo di battaglia – commenta un autore cinese del VI secolo -. Se costringi il nemico nel terreno della morte, vivrai; se gli concedi il terreno della vita, morirai. Ciò significa mettere in atto tattiche diverse per provocarlo e confonderlo, osservandone le reazioni. Così potrai adottare le contromisure che vengono dal conoscere quale situazione conduce alla morte e quale alla vita.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Quando l’autore parla della necessità di studiare attentamente le mosse del nemico per scoprirne “le ragioni della sua attività o inattività”, non fa altro che confermare un punto chiave dell’intera opera, peraltro già accennato in leggi precedenti. Ci riferiamo all’invito, rivolto al generale, ad adottare una condotta militare il più possibile cauta e, soprattutto, a non rivelare le proprie mosse finché l’avversario non si sia a sua volta svelato. Proiettata in ogni ambito competitivo della realtà contemporanea, la legge sottolinea il ruolo chiave della segretezza e dell’attesa, come strumenti fondamentali per un’efficace e proficua azione strategica.
Ubaldini, Roma 1990 Afferma Sun Tzu nella diciannovesima legge: “Provoca il nemico perché riveli il proprio schieramento; così conoscerai il terreno della vita e della morte”. Questo il commento di Li Quan, studioso taoista e delle arti marziali, vissuto in Cina nel IX secolo d.C.: “Rompi i ranghi, intraprendi piccole azioni di disturbo, ammaina gli stendardi e i segnali che indicano l’organizzazione del tuo schieramento, e fai tacere i tamburi. Fingiti cioè disorganizzato per indurre il nemico a mostrare la propria organizzazione. Puoi ottenere lo stesso risultato con la tattica contraria, alzando cioè stendardi ingannevoli e accendendo una gran quantità di fuochi, per fingere sovrabbondanza di forze. Poiché chi muove per primo muore e chi induce l’avversario a muoversi vive, vita e morte dipendono dal terreno”.

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