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Da quanto si è detto in precedenza si capisce come la sola prevalenza numerica non sia sufficiente per ottenere la vittoria, che perciò deve venire predisposta. Anche un nemico numeroso può essere infatti indotto a non combattere.
Ubaldini, Roma 1990
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Ubaldini, Roma 1990 Commentando la diciassettesima legge, Li Quan pone un interrogativo: “Se ignori il luogo e il tempo della battaglia, anche disponendo di truppe più numerose, come puoi valutare vittoria e sconfitta?”. Meng Shi, autore cinese vissuto intorno al 500 d.C., traduce in modo sintetico e perentorio quanto affermato da Sun Tzu: “Se mantieni il nemico all’oscuro del tempo e del luogo della battaglia, vincerai.” Di tenore simile il commento di Jia Lin, il quale sostiene che “un nemico numeroso che non conosca le condizioni del tuo esercito e che sia costantemente tenuto in agitazione per mantenersi coperto in più punti, non avrà tempo di stendere i piani per la battaglia”. Zhang You, infine, chiude con una domanda che è una vera e propria affermazione: “Se dividi le truppe del nemico e gli impedisci di ammassarle per concertare un’azione di forza, come potrà gettarsi contro di te?”
Bur, Milano 2006 Se, mediante le nostre valutazioni, ci accorgiamo che le truppe nemiche sono di gran lunga superiori, come potrebbe un tale vantaggio essere indicativo dell’eventuale vittoria o della sconfitta? In effetti, esiste a proposito un detto che recita: “la vittoria può essere costruita”. Sun Tzu intende sottolineare come, anche se il nemico dispone di una moltitudine di uomini, si può sempre indurlo ad astenersi dalla lotta. Adottando le misure opportune, potremmo apprenderne le valutazioni relative alla perdita e al guadagno; compiendo le attività opportune, apprenderemo i principi che spingono il nemico a muoversi o a fermarsi. L’impiego delle configurazioni tattiche opportune, ci consentirà di conoscere i territori che sarebbero per l’avversario mortiferi o vitali. L’autore conclude con un’affermazione perfettamente aderente ai contesti competitivi tratti dalla realtà di tutti i giorni: “solo combattendo con il nemico potremmo apprenderne gli eccessi e i difetti”.
Guida Editore, Napoli 2005 “Sebbene secondo le mie stime i soldati avversari superino i nostri per numero, quest’aspetto di per sé non garantisce loro la vittoria. Dico perciò che la vittoria può essere creata poiché, se il nemico è più numeroso, si può evitare il combattimento”. Viene ancora sottolineato il concetto per cui l’aspetto quantitativo non è decisivo ai fini della vittoria finale. Le risorse ingenti, infatti, avranno una valenza positiva solo se adeguatamente sfruttate e sapientemente organizzate. Ma, paradossalmente, anche truppe poco numerose ma agguerrite e bene organizzate potrebbero ottenere il successo in battaglia.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Quale beneficio potrà trarre al fine della vittoria un esercito numeroso ma male organizzato? Vale a proposito il detto: “La vittoria può essere usurpata”. Persino un nemico superiore numericamente può infatti essere indotto a non combattere. La legge si riferisce ai militari di Yueh, popoloso stato della Cina sudorientale acerrimo nemico dello Stato di Wu, dove pare che Sun Tzu abbia prestato il suo servizio. “La vittoria può essere usurpata”, dice Sun Tzu. La parola cinese originale per “usurpare” aveva il senso di “trasformare” ma anche di prendere qualcosa che non ci appartiene di diritto. In definitiva, la legge ribadisce un concetto già espresso in precedenza: anche se truppe numerose costituiscono una risorsa, non assicurano solo per questo il successo. D’altra parte, truppe più esigue ma con una migliore strategia possono ottenere una vittoria che apparentemente non spetta loro.

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