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Non bisogna far scoprire il luogo dove s’intende dare battaglia: in tal modo il nemico sarà costretto a prepararsi contro un possibile attacco in diversi punti. Con le sue forze così divise in diversi luoghi, si potrà affrontare in ogni punto una massa nemica proporzionalmente ridotta.
Guida Editore, Napoli 2005
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Guida Editore, Napoli 2005 I concetti principali espressi nella tredicesima legge del sesto capitolo sono due: l’importanza della segretezza dei piani e delle informazioni e l’esigenza di rendere compatte le proprie forze che, ancorché inferiori rispetto a quelle messe in mostra dal nemico, potranno ugualmente risultare vittoriose. “Non bisogna far scoprire il luogo dove s’intende dare battaglia” dice Sun Tzu, confermando come sia fondamentale schierarsi in battaglia con una tattica accorta, con una strategia tesa a nascondere il più possibile le mosse d’attacco. In questo modo l’avversario, impreparato, disperderà le proprie forze nel tentativo di difendersi da un’avanzata della quale non conoscerà né il luogo né le modalità. In termini più generali, il concetto si traduce nell’invito a mantenere “segrete” le proprie intenzioni, a non disperdere le proprie risorse ed energie, a muovere in forma compatta verso un obiettivo ben preciso e definito.
Bur, Milano 2006 L’autore invita il condottiero a non rendere noto il terreno su cui dare battaglia, costringendo in tal modo il nemico a combattere “in tantissimi luoghi”. E, aggiunge Sun Tzu, “se il nemico si preparerà a combattere in tantissimi luoghi, si potranno impegnare pochi uomini sull’effettivo campo di battaglia”. Così, “quando il nemico si preparerà a combattere al fronte, le sue retrovie risulteranno sguarnite e quando si preparerà a combattere nelle retrovie, il suo fronte risulterà sguarnito. Quando si preparerà a combattere all’ala destra, la sua ala sinistra risulterà sguarnita, e viceversa. In definitiva, ovunque il nemico tenterà di attaccarci, egli risulterà scoperto, e incapace di far fronte adeguatamente ai nostri attacchi.”
Oscar Mondadori, Milano 2003 Secondo Sun Tzu, “bastando i più per sconfiggere i meno, sarà possibile ridurre il numero degli uomini da usare in battaglia”. Così, a proposito, commenta un autore cinese intorno all’anno 1000: “Mentre sei arroccato e fortificato saldamente, senza lasciar trapelare alcuna notizia, muovi senza forma incontro al nemico e sferra un attacco imprevedibile. Agita l’avversario e confondilo, così che per paura divida le proprie truppe per assicurarsi la copertura su tutti i lati. E’ come spiare una fortezza da un’altura: osservando di nascosto conoscerai ogni cosa riguardo al nemico ma egli non conoscerà i tuoi piani per l’attacco e la difesa. In questo modo sei unificato, mentre lui è diviso. Il potere di chi è unificato è pieno, il potere di chi è diviso è vuoto. Attaccando il vuoto con il pieno, la vittoria è certa”.
Ubaldini, Roma 1990 Dice Sun Tzu: “Se non fai sapere dove sferrerai l’attacco, il nemico dovrà organizzare diversi avamposti di guardia. Poiché gli avamposti sono divisi, ti saranno sufficienti piccole squadre”. A proposito Cao Cao , valoroso comandante vissuto intorno al 200 d.C. e uno dei più autorevoli esponenti della storia militare cinese, commenta: “Finché la tua forma è nascosta, il nemico rimane nel dubbio ed è costretto a dividere le truppe per controllare punti diversi. I gruppi divisi sono piccoli, e perciò facili da colpire.” Wang Xi, a proposito, afferma: “Se il nemico conosce in precedenza il luogo in cui sferrerai l’attacco, potrà ammassare le forze e resisterti”.

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