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Il principio è quello di formare un solo corpo compatto mentre il nemico deve essere frazionato. Così ci sarà un intero contrapposto a parti separate, e questo significa che saranno i molti contro i pochi.
Guida Editore, Napoli 2005
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Guida Editore, Napoli 2005 Il “corpo compatto” citato da Sun Tzu in questa legge rimanda al concetto di coesione che deve sussistere all’interno di un’organizzazione militare, affinché la stessa possa sopperire proprio con l’unità a un’eventuale inferiorità numerica nei confronti del nemico. Trasposto in seno all’organizzazione dell’impresa, il concetto si riferisce all’esigenza della coesione di tutti i soggetti che ne fanno parte verso gli obiettivi aziendali. In particolare, tutti i dipendenti dovrebbero condividere gli obiettivi definiti dalla proprietà (se esiste un soggetto economico chiaramente determinato) e/o dai manager, a garanzia dell’unità di azione di tutta l’impresa. I decisori, da parte loro, devono stabilire traguardi che tengano conto delle istanze di tutti i portatori di interessi (stakeholder), dentro e fuori dall’impresa. Senza questa coesione forte è il rischio di disperdere risorse e di cadere vittime di ostacoli e ritardi nell’attuazione della strategia.
Bur, Milano 2006 “Se si è concentrati si risulta compatti, mentre il nemico è smembrato in piccoli gruppi. Così, quando i suoi piccoli gruppi attaccano la nostra guarnigione compatta, noi risultiamo numerosi, mentre lui risulta scarso.” La dodicesima legge sottolinea l'importanza della coesione fra i soldati che, unita al valore del "morale" dei militari e al ruolo critico delle abilità di leadership dei comandanti, rappresenta la condizione essenziale per poter superare con successo stress estremi. Sono questi elementi chiave per forze armate efficienti e per il successo delle operazioni militari che hanno una chiara natura psicologica. Proprio l’aspetto psicologico risulta decisivo in un panorama strategico come quello attuale, in cui le forze armate operano sempre più in ambito internazionale e in cui il concetto di guerra si è allargato fino a comprendere aspetti eterogenei come terrorismo, guerriglia, pirateria informatica, speculazioni finanziarie, spionaggio industriale. In un tale contesto, gli appartenenti alle forze armate devono essere addestrati anche sul fronte psicologico al fine di poter comprendere i meccanismi che regolano il proprio comportamento e di saper influenzare quello degli altri.
Oscar Mondadori, Milano 2003 “Avendo pochi uomini mentre il nemico ne ha tanti, posso usare i miei pochi per colpire i molti perché essi sono divisi”. Dunque, anche se siamo in minoranza, possiamo ugualmente attaccare, perché se dettiamo la forma al nemico, egli dovrà prepararsi contro di noi su tutti i fronti. Così, pur avendo una forza più esigua, siamo superiori di numero alla porzione di truppe avversarie contro cui ci scontriamo. In questo modo si possono ridurre i molti in minoranza. L’argomento di questa legge rimanda al concetto di “pieno e vuoto” espresso nel titolo del capitolo. Se ci sono screzi tra superiori e subordinati, se c'è inimicizia tra generali e ufficiali, se è presente scontentezza nell'animo della truppa, questo è il vuoto. Se i governanti civili sono intelligenti e i capi militari abili, se superiori e subordinati sono in armonia, se la volontà e la forza operano concordemente, questo è il pieno. Se benessere e giustizia sono distribuiti a tutto il popolo, se le opere pubbliche sono adeguate per affrontare l'emergenza nazionale, se la scelta dei funzionari compiace gli intelligenti, se i piani tengono conto delle forze e delle debolezze, questa è la via infallibile alla vittoria.
Ubaldini, Roma 1990 Afferma Sun Tzu: “Attaccare mantenendoti concentrato contro un nemico diviso in dieci, equivale a essere in vantaggio numerico di dieci a uno”. Questo il commento di Zhang You: “Vedendo dove il nemico è pieno e dove è vuoto, non occorre prendersi il fastidio di elaborare piani complicati: è sufficiente mantenersi concentrati. Al contrario il nemico, non vedendo la tua forma, deve dividersi per tenere più posizioni; così potrai usare la tua forza intera per abbattere un frammento separato del nemico, che inevitabilmente supererai di numero. In precedenza l’autore aveva ricordato come l’organizzazione e la gerarchia concorressero a delineare il concetto di disciplina, decisivo per il buon esito dell’azione militare. Mentre organizzare significa inquadrare i soldati in squadre ordinate, la gerarchia è decisa dagli ufficiali i quali, assicurando la coesione e la guida efficace delle truppe, possono far fronte al nemico con maggiori probabilità di vittoria. Gli abili governanti trasmettono al popolo forza per prevalere sul vuoto degli avversari, mentre governanti incompetenti esauriscono la forza del popolo che viene sovrastata dal pieno degli avversari.

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