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Il disordine si origina dall’ordine, la viltà dal coraggio, la debolezza dalla forza.
Ubaldini, Roma 1990
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Ubaldini, Roma 1990 Secondo il commentatore Li Quan, il disordine nasce dalla cura esclusiva nei confronti dell’ordinamento del governo, senza preoccuparsi del benessere dei sudditi. Jia Li aggiunge questa considerazione: "Se si fa troppo conto dell’ordine, si provocherà disordine. Se si fa troppo conto del coraggio e del valore, si provocheranno debolezza e codardia". Più completo il commento di Du Mu, che a corredo della legge afferma: “Se si vuole fingere disordine per ingannare i nemici, occorre prima godere di un ordine perfetto; soltanto allora si potrà creare un disordine simulato. Se si vuole fingere codardia, per spiare nel frattempo le mosse dell’avversario, occorre prima godere di un coraggio perfetto; soltanto allora si potrà agire con viltà simulata. Se si vuole fingere debolezza per suscitare l’arroganza del nemico, si dovrà prima godere di una forza perfetta. Soltanto allora ci si potrà mostrare debole."
Bur, Milano 2006 Nel rispetto di quella diffusa convinzione taoista secondo la quale gli opposti si generano reciprocamente, l’autore afferma: “Il disordine deriva dal controllo, la vigliaccheria deriva dall’audacia, la debolezza deriva dalla forza”. Proseguendo nella propria riflessione, Sun Tzu aggiunge che il controllo e il disordine esistono in virtù dell’enumerazione, cioè di una casistica; l’audacia e la vigliaccheria in virtù del potere, la forza e la debolezza in virtù della configurazione tattica. In base al principio della contrapposizione tra opposti, ad esempio, un comportamento può essere qualificato come vile sul campo di battaglia solo perché se ne evidenzia uno valoroso (anche per la forza e per la debolezza vale lo stesso discorso). In questa legge l’autore segue i suggerimenti del pensatore cinese Lao Tzu, che sottolineava come il bello esistesse in funzione del brutto, e come l’imperfetto avesse ragione d’essere in funzione dell’eccellente.
Guida Editore, Napoli 2005 Secondo Sun Tzu, in mezzo alla confusione e al tumulto della battaglia può sembrare che regni il disordine più completo. In mezzo alla confusione e al caos, la disposizione dei reparti può apparire senza logica, ma questo può essere utile per evitare la sconfitta. Il disordine simulato postula infatti una perfetta disciplina, una paura simulata postula il coraggio, una debolezza simulata postula la forza. E’ interessante notare come, anche in questo caso, la riflessione dell’autore parta dall’apparente contrapposizione tra concetti opposti. E torniamo a una considerazione cara al pensiero cinese e riscontrabile nell’intera opera: l’origine di una situazione, di un evento, di uno stato d’animo, va molto spesso ricercata nel suo opposto, che in tal caso si pone come causa di una nuova circostanza. La legge 7 si riferisce a situazioni tipiche di un contesto militare: disordine, viltà e debolezza traggono origine e forza dal loro “reciproco”: rispettivamente l’ordine, il coraggio e la forza. Ma il principio è evidentemente applicabile a molti altri contesti della vita quotidiana.
Oscar Mondadori, Milano 2003 “Il caos nasce dall’ordine, la codardia dal coraggio, la debolezza dalla forza”, afferma Sun Tzu. Che aggiunge: “Ordine e caos dipendono dall’organizzazione, coraggio e codardia dipendono dal potere, forza e debolezza dipendono dalla forma”. L’organizzazione dipende da quel concetto di “dividere e contare” precedentemente introdotto dall’autore: si riferisce al dividere il proprio esercito in gruppi più piccoli e gestibili. Mettendo l’esercito nelle condizioni più adatte per l’esercizio del potere, si lascia emergere il suo coraggio in modo naturale. La “forma” indica la formazione delle truppe e, più in generale, qualsiasi strutturazione delle forze. La codardia e il coraggio sono due momenti di uno stesso ciclo. Se invece di manipolare una parte del ciclo diamo forma all’ambiente usando l’organizzazione, il potere o la forma, la qualità che cerchiamo sarà già manifesta.

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