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Il potere è l’impeto dell’acqua straripante che trascina alla deriva le rocce. La tempestività è l’impeto di un uccello da preda che squarcia e dilania le sue vittime. Da ciò si può concludere che chi è versato nell’arte del combattere possiede un potere sorprendente e una tempestività fulminea. Il potere è come la contrazione di una balestra, la tempestività come lo scoccare di un dardo.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 Il tema di questa legge è il potere, da Sun Tzu segnalato con il termine “shih” e contrapposto al concetto di tempestività (“chieh”). Si tratta di due termini complementari, la cui natura si può chiarire con un esempio. Si pensi a una balestra: il fatto che essa possa contrarsi dipende dal potere; il fatto che, invece, il dardo venga scoccato, dipende dalla tempestività. Con il termine “potere” l’autore intende la natura di una cosa, una tendenza intima, per soddisfare la quale essa è stata costruita o, più semplicemente, esiste. Con il termine “tempestività”, invece, s’intende la possibilità di usare una cosa per la funzione che essa deve espletare, rispettandone la struttura. Entrambi gli elementi sono dunque necessari: ciascuno risulterebbe incompleto, a prescindere dall’altro.
Guida Editore, Napoli 2005 L’attacco delle truppe è come un torrente impetuoso che trascina anche i massi lungo il suo percorso. La decisione è come il fulmineo e preciso attacco di un falco che colpisce e abbatte la preda. Perciò il buon generale deve essere terribile nello sferrare l’attacco e rapido nel decidere. L’energia può essere paragonata al momento in cui si tende la corda di un arco: la decisione è il momento in cui la corda viene lasciata. Anche in questa occasione si manifesta il consueto atteggiamento relativista tipico del pensiero cinese: l’energia e la decisione, altrimenti identificabili con il potere e la tempestività, si corroborano a vicenda, e sarebbero inconcepibili se pensati e valutati separatamente, a prescindere dalla stretta relazione che li unisce. Si tratta anche in questo caso di una coppia di opposti in cui ogni termine può essere caratterizzato come tale, solo perché una determinata situazione evidenzia il suo opposto: presi singolarmente, a sé stanti, perderebbero la propria identità.
Oscar Mondadori, Milano 2003 La furia dell’acqua, nel momento in cui trascina e ammassa le pietre: questo è il potere. Il falco in picchiata, nel momento in cui ghermisce mortalmente la preda: questa è la tempestività. Perciò l’esperto in battaglia è dotato di uno potere irresistibile, esercitato come l'atto del tendere una balestra al massimo. La configurazione di un sistema, di una strategia, non dipende solo dalla potenza delle sue componenti. Come dice Lao Tzu, l’acqua è la cosa più impalpabile al mondo, eppure è in grado di trascinare con sé le rocce. L’acqua è potente perché si è ammassata in una particolare conformazione, cadendo a cascata da un burrone. Il commentatore fa un paragone con il nodo del bambù: la piccola giuntura tra le sezioni del bambù indica il momento repentino in cui qualcosa accade; è il presente in precario equilibrio tra passato e futuro. E’ necessariamente breve, perché il suo bersaglio è sempre in movimento. Il potere deriva dalla combinazione di questi due elementi: energia e tempestività. Quando si tira il grilletto di una balestra, l’energia che la corda ha gradualmente accumulato viene rilasciata all’improvviso, in un colpo solo.
Ubaldini, Roma 1990 La velocità dell’acqua che precipita trascina i macigni: questo è l’impeto. La velocità dello sparviero ghermisce e uccide: questa è la precisione. Così l’abile guerriero è repentino nell’impeto, perfetto nella precisione. Il suo impeto è paragonabile a quello della catapulta tesa, la sua precisione a quella del tiro scagliato. In particolare, la forza dell’abile guerriero, secondo Sun Tzu, è repentina nel senso che l’energia dell’impeto, quando viene liberata, spazza qualunque cosa: per questo è paragonata a quella di una catapulta tesa. La legge evidenzia una concezione relativistica all’interno della quale vengono inquadrati vari elementi della strategia, come, per esempio, la contrapposizione tra ordine e disordine. Sono termini che si generano a vicenda. Nel tumulto della battaglia regna il disordine, per la violenza dello scontro. Ma esso dipende da un piano strategico, una tecnica di controllo predisposta dal comandandante dell’armata. Dunque, in ultima analisi, non si verifica il disordine, ma un’organizzazione pianificata, volta a dominare il tumulto della battaglia.

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