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Indurre il popolo a condividere le finalità dei governanti, uniti nella vita e nella morte, senza timore del pericolo: questa è la Via (il Tao).
Ubaldini Editore, Roma 1990
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Ubaldini Editore, Roma 1990 “Via” significa anzitutto umanità e giustizia. Un famoso ministro dei tempi antichi interrogò sulla guerra un esperto in scienze politiche, che rispose: “Umanità e giustizia sono gli strumenti per governare il popolo. L’onestà dei governanti fa sì che il popolo sia concorde con i capi e consideri poca cosa morire per loro”. Se il popolo è governato con benevolenza, lealtà e giustizia, sarà infatti concorde e incline all’obbedienza. D’altra parte, se i governanti sono umani e giusti, condividendo con il popolo prosperità e traversie, i soldati saranno fedeli e unanimi con le finalità del governo.
Guida Editore, Napoli 2005 Con la terza legge Sun Tzu introduce il principio di armonia, in virtù del quale egli invita a creare il consenso dell’opinione pubblica intorno alle decisioni fondamentali dello Stato. Ma con una raccomandazione: un consenso subdolamente estorto dal detentore del potere non potrà alla lunga avere risultati positivi. Tra le critiche rivolte alla condotta americana nella guerra in Vietnam figurano proprio queste: che la guerra non fu mai dichiarata espressamente, che l’opinione pubblica non fu realmente informata sugli obiettivi, che ai generali mancarono chiare indicazioni politiche. Con i risultati noti.
Recentemente, si sono avute varie interpretazioni del principio di armonia. Ricordiamo, tra il 1990 e il 1991 il consenso pressoché universale creato dagli americani attorno alla spedizione militare in Kuwait, dopo l’invasione da parte dell’Iraq. Anche dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 il governo statunitense costruì un vastissimo consenso internazionale per le operazioni militari in Afghanistan contro le basi di al-Qaeda. Con minore consenso, Washington ha poi cercato di organizzare un vasto schieramento contro l’Iraq di Saddam Hussein, con gli esiti contraddittori che ultimamente sono stati registrati.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Il Tao è una strada, un sentiero, il modo in cui qualcosa funziona, il corso d’azione corretto da seguire, la giusta modalità secondo cui qualcosa dovrebbe essere fatto. Tradotto in forma verbale, significa “condurre”, “guidare”. L’espressione “indurre” adottata nell’enunciato della legge è nell’originale cinese il termine comune per esprimere un ordine militare, e indica in tal caso il modo in cui colui che guida e coloro che sono guidati condividono lo stesso scopo. Un’unità che non può essere imposta dall’esterno, ma che nasce quando tutti sono d’accordo con l’ordine più grande: il Tao, il modo in cui le cose funzionano. La terza legge riguarda dunque la piena unità d’intenti tra comandante e soldato, una coesione tanto solida da indurre le truppe a sacrificare la loro vita in caso di necessità.
Pillole BUR, Milano 2006 Il Tao è la “via maestra”, letteralmente e metaforicamente, da cui non si dovrebbe deviare mai. E’ il termine con cui Sun Tzu, tende ad indicare la forza morale e il prestigio del governo e, in particolare, di un sovrano. E’ un’espressione onnicomprensiva, che abbraccia tutto ciò che induce il popolo ad essere in armonia coi suoi capi, per la vita e per la morte, sfidando anche il pericolo estremo. Dal ruolo centrale del sovrano deriva che il rapporto armonioso tra potere politico e popolo può essere rotto solo dal primo: il generale, il comandante, il leader deve sapere se la guerra è stata decisa in armonia con il Tao, o se questo è dalla parte dell’avversario. Conseguentemente, quando il popolo si ribella, vuol dire che il sovrano ha commesso errori, ha compiuto ingiustizie. E quando il re sbaglia perde legittimità, si colloca fuori dalla legge suprema del Tao, resta abbandonato a se stesso e finisce inevitabilmente travolto.

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