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Ci sono cinque tipi di comandanti abili a ottenere la vittoria:
- quelli che sanno quando dare battaglia e quando astenersene;
- quelli esperti nell’impegnare la giusta quantità di uomini;
- quelli che riescono a indurre ufficiali e subordinati a nutrire gli stessi desideri;
- quelli che affrontano il pericolo con la giusta preparazione;
- quelli che riescono a esercitare il comando senza subire interferenze da parte del principe.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 Sun Tzu afferma che se i generali sono dotati di intelligenza e coraggio, essi devono avere la piena responsabilità del proprio operato, senza alcun controllo da parte civile. Quanto alle manovre, queste devono adeguarsi alla situazione sul campo; niente crea più danno che dovere obbedire a ordini emanati a distanza dalle linee. Di regola, un’operazione militare prevede centinaia di cambiamenti di tattica a ogni passo, avanzando quando se ne vede la possibilità e ritirandosi in presenza di un ostacolo. Attendere gli ordini dal governo è come comunicare ai superiori che si vuole spegnere il fuoco: quando il permesso arriva, non restano che le ceneri. Proseguendo sul ruolo chiave del condottiero, l’autore cinese Wei Liaozi commenta: “il generale non è controllato dal cielo sopra di lui, dalla terra sotto di lui né dagli uomini che stanno in mezzo. Per questo la guerra è uno strumento di disgrazia: un generale è un ufficiale della morte.”
Guida Editore, Napoli 2005 Parafrasando la legge, si può commentare che, a parere di Sun Tzu, la vittoria può essere prevista in cinque casi: vince chi sa quando bisogna combattere e quando invece è consigliabile astenersi dallo scontro; vince chi sa comandare altrettanto bene un drappello di uomini come un grande esercito; vince chi sa creare armonia tra chi comanda e chi obbedisce; vince chi affronta un nemico impreparato; vince chi ha ufficiali competenti e resta immune dalle interferenze arbitrarie del potere politico. Da questi assunti deriva una regola generale, importantissima nel contesto dell’opera: “chi conosce se stesso e conosce il nemico, potrà affrontare cento battaglie e non sarà mai vinto; chi conosce se stesso ma non conosce l’avversario, vincerà una volta su due; chi non conosce se stesso né il proprio avversario, sarà sempre sconfitto.
Oscar Mondadori, Milano 2003 Occorre sapere quando è il momento di combattere e quando no. Bisogna sapere guidare tanto un esercito grande quanto uno piccolo. La vittoria quando superiori e inferiori sono animati dallo stesso spirito, quando si è preparati a ogni imprevisto, quando ci sono un generale capace e un sovrano che non interferisce. I cinque requisiti enunciati nella legge rappresentano per l’autore il Tao, la via che conduce alla vittoria. Conoscere e ottenere la vittoria significa infatti essere in grado di dare forma a quelle condizioni che la determinano. Bisogna essere padroni al tempo stesso di molte discipline: sapere quando è il momento di tirare il grilletto, conoscere qual è la forza delle varie truppe, il loro morale, sapere attendere e sapere quali sono le relazioni adeguate tra il generale (detentore del potere militare) e il governante (detentore del potere politico). Queste cinque caratteristiche devono convergere in un’unica, inesauribile via per la vittoria.
Ubaldini, Roma 1990 A volte un grande numero non può attaccare un piccolo numero, così come altre volte si può usare il debole per controllare il forte. Perciò chi si adatta alla situazione sarà vittorioso. Gli Annali cinesi di primavere e autunni affermano:”la conquista militare sta nel coordinamento, non nel numero”. Dunque, la tattica dello spiegamento delle forze conosce sistemi per far prevalere i pochi sui molti o i molti sui pochi. Si deve considerarne la corretta applicazione. Inoltre, se i generali sono concordi, le truppe coordinate nell’azione e gli uomini hanno desiderio di battersi e nessuno potrà reggere contro tale forza. “Mantieniti in condizione di invincibilità, costantemente preparato ad affrontare il nemico”. “Esci di casa come se ogni volta dovessi affrontare il nemico”. “Mantenendoti preparato, non sarai sconfitto”.
Sono questi i consigli che alcuni commentatori cinesi rilevano nell’opera di Sun Tzu.

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