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Adescate il nemico con la prospettiva di un vantaggio e conquistatelo con la confusione. Se è solido, preparatevi a combatterlo, se è forte evitatelo. Se è collerico mostratevi cedevoli, se è umile arroganti. Se è pigro affaticatelo, se è compatto disperdetelo. Attaccatelo quando è impreparato, e apparite all’improvviso.
Bur, Milano 2006
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Bur, Milano 2006 La confusione del nemico è una buona occasione per sconfiggerlo, e per gettare il nemico nella confusione è fondamentale il ruolo dello stratagemma. Quando ad esempio i regni cinesi di Wu e di Yue erano in guerra, Wu mandò in avanti tremila soldati per simulare un’armata disordinata e adescare Yue. Anche se molti soldati fuggirono, le armate di Yue dovettero comunque intervenire, e furono sopraffatte dall’esercito di Wu. L’aggettivo “solido” si riferisce al governo dell’antagonista ed indica una situazione di concordia tra governanti e governati, un sistema di ricompense e punizioni equo e chiaro, un buon grado di addestramento tra i soldati. Allora stare in guardia, cominciare subito i preparativi e non attendere l’inizio dello scontro vero e proprio per apprestarsi alle operazioni militari. Quando invece l’organizzazione dei nemici è forte, per il momento è bene evitarli, aspettare che si indeboliscano, in attesa che si produca una breccia in cui sferrare l’attacco.
Guida Editore, Napoli 2005 Secondo Sun Tzu bisogna lanciare esche per ingannare il nemico (ad esempio fingendo il disordine), quindi colpire per annientarlo. Se il nemico è forte in ogni settore, è necessario essere in grado di tenergli testa; ma se è superiore in tutto, è meglio evitare lo scontro. Un classico cinese recita: “Combattendo il nemico verificherai dov’è pieno e dove vuoto. Pieno significa pronto, vuoto impreparato. Se la forza del nemico è piena, considerala invincibile, non attaccare sventatamente, attendi che si verifichi un mutamento. Se vedi un vuoto avanza, se vedi un pieno fermati”.
Se il comandante nemico è di temperamento collerico, bisogna cercare di irritarlo: fingendosi deboli, si aumenterà la sua arroganza. Con l’animo agitato, egli procederà sventatamente, senza formulare piani, diventerà impulsivo e dimenticherà la strategia, prestando il suo fianco alla sconfitta.
Se il nemico cerca un po’ di riposo, non bisogna dargli tregua, e se le sue forze sono unite bisogna cercare di separarle. Occorre, in ultima analisi, attaccare il nemico dove è impreparato e dove non se lo aspetta.
Oscar Mondatori, Milano 2003 Il comandante saggio non mantiene una posizione né una identità fisse: in questo modo, è libero di essere ciò che è necessario che sia per ottenere la vittoria finale. Se è completamente coinvolto nella forma che assume, la sua manifestazione sarà del tutto autentica. Attraverso l’inganno e la confusione che è in grado di procurare negli altri, il comandante saggio impedisce loro di conoscere i suoi metodi e le sue intenzioni. Può diventare del tutto inafferrabile, impossibile da raggiungere dallo spionaggio del nemico. In particolare, il condottiero abile è in grado di creare un’irresistibile nuova realtà in grado di sostituire quella in cui il nemico agisce. In una limpida notte di campagna, molte stelle brillano in cielo, ma quando sorge il sole è come se le stelle sparissero; analogamente, il comandante saggio attira l’attenzione del nemico verso un punto in particolare, rendendo invisibili altri elementi dell’insieme e suscitando in lui un insostenibile livello di confusione.
Ubaldini, Roma 1990 Torna il suggerimento di confondere il nemico nascondendo con l’inganno le proprie condizioni reali. Sun Tzu riporta la storia di un generale degli Han che tradì e unì le sue forze a quelle dei barbari. L’imperatore inviò dieci esploratori, che riferirono che l’attacco era possibile. Quindi mandò in avanscoperta un certo Lou Jing, che al contrario riferì che attaccare era impossibile. Richiesto del motivo, rispose: “Due paesi di pari forza tendono a fare sfoggio della propria. Ma io ho visto solo deboli e vecchi, perciò essi applicano sicuramente il detto “se sei capace mostrati incapace”. Per questo considero inattuabile l’attacco”. L’imperatore si adirò, fece punire Lou Jing e mosse personalmente alla testa di numerose truppe. I barbari le circondarono e le tagliarono fuori dai rifornimenti per sette giorni. Questo è il risultato di attaccare un esercito che fa sfoggio di debolezza…

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